La storia delle dighe e l'evoluzione delle tipologie

La sezione dedicata alla storia delle dighe, dal 3000 a.C. all'affermarsi delle odierne tipologie nella prima metà del XX secolo, consta delle seguenti otto pagine:

Di queste pagine è prevista anche la pubblicazione sul nuovo sito della D.G. Dighe, non appena gli informatici che assistono la Direzione nella compilazione del sito troveranno il modo di conciliarne il contenuto (non leggerissimo) con le direttive dell'AGID, Agenzia per l'Italia digitale, che richiede alle Amministrazioni pubbliche di inserire nei loro siti testi agili e possibilmente suddivisi in brevi paragrafi, ciascuno dei quali intestato con un sottotitolo (così che ogni pagina abbia un suo indice di sottotitoli, che consenta al lettore di saltare facilmente da un paragrafo all'altro).

Il fatto è che non tutti i testi si prestano ugualmente a essere suddivisi con dei sottotitoli, perché talora l'esposizione ha una sua consequenzialità che dovrebbe essere mantenuta. Ad ogni modo, si è pensato di anticipare qui la pubblicazione delle pagine anche per dare un'idea di quale sarebbe il "rendering" finale, e di valutare se questo sia poi così pesante da non essere ammissibile alla luce delle raccomandazioni dell'AGID.

AVVERTENZE:

  1. Ogniqualvolta una diga, antica o moderna, viene citata nel testo per la prima volta, nel nome della diga è inserito un collegamento ipertestuale che consente, cliccandoci sopra, di visualizzare la diga su Google Maps (o di vedere dove era situata, se non più esistente);
  2. Le figure e le didascalie possono essere visualizzate a pagina intera cliccando sul simboletto situato in basso a destra nella didascalia;
  3. Le didascalie particolarmente lunghe non sono riportate interamente nel testo, ma interrotte con tre punti tra parentesi: (...). Per visualizzarle integralmente occorre ingrandire la figura a pagina intera, ancora una volta cliccando sul simboletto ;
  4. Le pubblicazioni cui si fa riferimento nel testo sono citate con un codice che ne indica l'autore e l'anno di pubblicazione (ad es: FASSO' 1971). Nella pagina della bibliografia si trova poi riportato per intero il riferimento bibliografico corrispondente al codice;
  5. Tanto nel testo, quanto nella pagina della bibliografia, quando una pubblicazione sia liberamente disponibile online, un ipertesto punta all'indirizzo ove può essere letta e scaricata.

Luigi Ghinami - novembre 2021