La sezione raccoglie le monografie che l'autore di questo sito ha scritto per la sezione I disastri del sito web della Direzione Generale per le dighe e le infrastrutture idriche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e rimanda direttamente alle pagine nelle quali sono pubblicate. Ciascuna è dedicata a un disastro noto e istruttivo nel campo delle dighe di ritenuta, scelto per le conseguenze scientifiche, tecniche e normative che ne sono conseguite e che ancora oggi informano il modo di progettare, costruire ed esercire una diga. Le monografie finora pubblicate sono quattro:
Come le altre pagine storiche presenti su dighe.eu, anche queste hanno carattere divulgativo: raccontano gli eventi, le persone e le circostanze, e cercano di farlo in modo che la lettura resti scorrevole. Tuttavia, in quanto scritte per il sito istituzionale della Direzione, si rivolgono soprattutto ai tecnici del settore, e il lettore non specialista vi troverà parti più impegnative di quelle cui il resto di questo sito lo ha abituato: la descrizione dei meccanismi di rottura, delle indagini che li hanno ricostruiti, delle norme che ne sono derivate.
Quel contenuto più specialistico discende dallo scopo di queste monografie. Di ogni disastro esse cercano di individuare la «scatola nera», il punto in cui ciò che si sapeva, o si credeva di sapere, si separò da ciò che stava accadendo, e di trarne le lezioni conseguenti per la sicurezza delle dighe di ritenuta; quando una di quelle lezioni è stata recepita dalla normativa tecnica italiana vigente, il testo lo segnala.
Come si è osservato in un'altra pagina di questo sito, a proposito delle lezioni della storia, i disastri delle dighe di ritenuta hanno sempre avuto un minimo comun denominatore, l'imprevisto: non la spinta dell'acqua, che è la sollecitazione più scontata, ma un risvolto della sua presenza o un altro fenomeno che nessuno aveva considerato. Nei grandi disastri moderni l'imprevisto si è presentato in diverse forme. In alcuni casi il fenomeno che porta al collasso eccede lo stato delle conoscenze del tempo, e la sua spiegazione richiede anni di ricerca e talvolta la nascita di discipline nuove; in altri ciò che occorreva sapere era già noto alla tecnica, ma non arriva, o non è messo a frutto, là dove si prendono le decisioni. Nel primo caso l'imprevisto sta nella natura, nel secondo nell'organizzazione o nel soggetto che progetta, costruisce e controlla l'opera; in entrambi chi decide non vede arrivare l'evento. E chi decide di solito è tutt'altro che uno sprovveduto: fra i protagonisti dei grandi disastri si trovano progettisti di fama internazionale, geologi e consulenti di primo piano, amministrazioni con decenni di esperienza e centinaia di dighe all'attivo.
Se l'imprevisto ha colto in fallo persone e organizzazioni di quel livello, nessuno può ritenersene al riparo, e la lezione di un disastro vale per questo più di quella di qualunque successo: il successo conferma ciò che si sapeva, il disastro mostra dove il sapere finiva. È una lezione che chi progetta, costruisce, esercisce o controlla una diga deve apprendere e tenere presente, anche quando le condizioni che produssero quei disastri sembrano lontane da quelle della propria opera.
Le pagine si aprono sul sito della Direzione, nella veste grafica che vi è prevista, coerente con le indicazioni dell'AGID, Agenzia per l'Italia digitale, per i siti delle pubbliche amministrazioni.
Luigi Ghinami - ottobre 2026